L' antica città greca di Neapolis, si sviluppava attorno a tre principali strade rettilinee tracciate sul suolo con precisa orientazione Est-Ovest (chiamati "plateiai" dai Greci e "decumani" dai Romani) e attraversate da numerose strade secondarie perpendicolari in senso Nord-Sud.
Esse corrispondono alle attuali Via dell'Anticaglia, Via dei Tribunali e Spaccanapoli (da Nord a Sud) che però sono ad un livello più alto, perchè quello che rimane delle antiche costruzioni greche e romane si trova oggi nel sottosuolo, parzialmente visitabile con le guide di "Napoli sotterranea;.
All'estremo Ovest dell'antico decumano inferiore c'è Piazza del Gesù, ricca di storia e di monumenti. Qui c'era la antica Porta Reale fatta dagli Angioini e si trova la chiesa gotica di Santa Chiara con l'annesso monastero, fondata nel 1310 da Roberto d'Angiò, decorata da Giotto e celebrata dal Petrarca.
All'interno si possono ancora vedere le sculture di Tino di Camaino per i monumenti funebri di alcuni membri della famiglia reale angioina.
Molto importante per lo stile decorativo napoletano è il Chiostro di Santa Chiara, nel convento delle Clarisse alle spalle della Chiesa.
La chiesa del Gesù Nuovo, che dà il nome alla piazza, era in precedenza un palazzo signorile dei Principi di Salerno, la famiglia Sanseverino, caduta in disgrazia per le posizioni antispagnole del Principe Ferrante, che fu esiliato e il palazzo confiscato e affidato ai Gesuiti.
La facciata in bugnato è quella originale del palazzo, mentre l'interno fu ricostruito in forme barocche, con ricca e importante decorazione pittorica e scultorea. Al centro della piazza si trova l'alta Guglia dell'Immacolata con in cima la statua della Madonna sulla cui testa ogni anno, in occasione della festa della Immacolata Concezione, viene posta una corona dal Sindaco e dal Cardinale di Napoli. immaginegrande
Proseguendo verso Est troviamo Piazza San Domenico Maggiore, dove si affaccia l'abside della omonima chiesa, costruita tra il 1283 e il 1324 da Carlo d'Angiò per i frati Domenicani.
Quando vennero gli Aragonesi, questa divenne la chiesa principale della città, destinata ad ospitare le tombe della nuova dinastia, sostituendo in questa funzione la Chiesa di Santa Chiara. Gli Aragonesi ristrutturarono in forme rinascimentali anche la Piazza, qui i delegati dei nobili si riunivano nel vicino Seggio del Nilo, piccolo parlamento nobiliare: demolito nel Seicento, al suo posto si trova oggi una statua di epoca romana che lo ornava e che rappresenta il fiume ;Nilo giacente; originariamente posta dalla colonia di mercanti alessandrini che qui risiedeva.
Dopo Piazza San Domenico troviamo la strada di San Gregorio Armeno, che congiunge Spaccanapoli con Via Tribunali e dove si concentrano gli artigiani del presepe napoletano. Ogni Natale questa strada diventa luogo di pellegrinaggio per appassionati e turisti, trasformandosi in una kermesse di luci e colori dove si incontrano e si fondono religiosità colta e popolare, cristiana e pagana.
A lato della strada si trova il Convento di San Gregorio Armeno, fondato nel VIII secolo da monache armene sfuggite alla campagna iconoclasta e ricostruito nel XVII secolo. Interessanti il Campanile sospeso sulla strada ed il Chiostro con una insolita apertura panoramica sul Golfo di Napoli.
Infine Via Duomo, dove si trova la Cattedrale di Napoli, sede del Cardinale e del tesoro di San Gennaro, patrono della città. Qui avviene due volte l'anno il miracolo di San Gennaro, con il sangue del santo martire che si scioglie nell'ampolla, annunciando che non accadranno calamità per i napoletani.
La facciata è stata rifatta a fine Ottocento in stile neogotico, ma conserva i portali originari del Quattrocento, ornati di statue del Trecento.
Molti altri monumenti, chiese e opere d'arte conserva il centro storico di Napoli.
Oltre a quelle già citate ricordiamo anche: la Cappella Sansevero con la statua del Cristo Velato; San Lorenzo Maggiore con i sottostanti scavi della antica città greco-romana; il complesso conventuale dei Girolamini con le pittture di Luca Giordano, Pietro da Cortona e Guido Reni.